P R E S E N T A Z I O N E

Storia, linguaggio e religiosità nelle creazioni di Carmine Papa

Prof.ssa  Maria  Moschella


Carmine Papa è un artista napoletano d’arte contemporanea (pittore e scultore) da giovanissimo si avvicina con grande passione al mondo dell’arte, ma per motivi familiari intraprende gli studi tecnici diplomandosi come “Perito in Telecomunicazioni”. La sua formazione artistica è dovuta sia all’esperienza diretta operando a contatto con tecniche e materiali, che indiretta a contatto con tanti artisti di ogni tendenza e di pensiero dovuta a vari ruoli assunti nell’ambito artistico. Alla formazione del suo “carattere” artistico ha contribuito certamente l’amicizia con il gallerista di fama mondiale “Antonio Sapone” (per la cronaca, il figlio del sarto di Pablo Picasso), dove nel suo centro “C.U.I.I.” (Centro Umanistico Incontri Internazionali) realizzato a Bellona (CE); ha potuto trarre valida esperienza a contatto sia con gli artisti che con le loro opere come: Picasso, Matthieu, Kijno, Corpora, Riopelle, Harthung, Treccani, Pignatelli, Magnelli, ecc. Ancora, la sua esperienza nell’arte contemporanea si è arricchita con la frequentazione del “Framart-studio” di Napoli dell’architetto Nicola Incisetto, dove ha vissuto in diretto contatto con opere e artisti di grande “spessore” internazionale come: Hidetoshi Nagasawa, Dennis Oppenheim, Concetto Pozzati, Vettor Pisani, Alberto Burri, Gabriele Amadori, Michele Zaza, ecc. Il suo stile artistico è un linguaggio filosofico-creativo contemporaneo, utilizzando un gioco “sottile” di segni e campiture di piano, lanciando raffinate linee di colore bianco trasmettendo così, la personale concretezza dei pensieri e concetti. Psicologicamente il suo “arte-fare” rappresenta il piacere di svelare il “bello” che si cela dietro alla maschera quotidiana di personalità, lo scoprire del proprio “IO”; un personale arco comunicativo con cui manifesta tutta la sua inquietudine per i soprusi e le crudeltà sociali di questa società “moderna”.  Ora, per una intima esigenza artistica ha scelto di effettuare una “fusione” delle sue esperienze del mondo dei colori “la pittura” con quello della materia “la scultura” e pertanto per una sorta di alchimia artistica sono “nate” delle sue creazioni d’arte titolate “PITTOSCULTURE”. Queste attuali realizzazioni assolvono a due compiti importanti: quella di ottenere un’ampia diffusione dell’arte, con una inedita “veste” e di dare la possibilità economica e di avvicinarsi  al mondo dell’arte anche a “chi” non poteva. Quindi, ha pensato di dare corpo a delle sue piccole opere d’arte figlie della fusione delle due discipline artistiche che potessero soddisfare a due esigenze: di essere “mostrate” in ampio modo e di avere la possibilità di poter essere posseduti per il loro permissivo costo. la fruizione mostrano un gusto di un tempo che fu, un gusto di antiche comunità,  di civiltà tribali, un gusto legato ad antiche credenze, forse mai sparite nell’immaginario collettivo: questo sembrano comunicarci le splendide creazioni di Carmine Papa. Parliamo di particolari  gioielli che, anche se realizzati con l’ausilio del tornio, nascono dalla fusione di pittura e scultura. L’artista, dunque, dà prova di tutte le sue grandi capacità e possibilità. Encomiabile e sorprendente si rivela il modo in cui  materiali molto semplici, o di norma grezzi, quali il vetro, la gomma, la plastica , il metallo subiscono tra le mani dell’artista una fusione ed una trasformazione che li rende senz’altro degni di elementi nobili, come l’oro o l’argento.  Non dimentichiamo che parliamo di gioielli e non è poco… Il vetro che l’artista utilizza, una volta trasformato e decorato con pitture o minuziose sculture, acquista una nuova vita, anzi una nuova luce che, una volta indossato, conferisce luminosità a chi lo riceve; e proprio questo singolare attributo, non lo rende degno di un qualsiasi oggetto. Le minuscole sculture, poi, che vengono applicate agli oggetti e che dovrebbero apparire moderne o addirittura contemporanee, paiono invece riflettere uno stile universale e senza tempo. Questa probabilmente è la peculiarità che li contraddistingue.  Possiamo osservare ciascun dettaglio  e scorgere tecniche e segni di un’ arte del nostro tempo, ma possiamo osservare l’oggetto nel suo insieme e notare che non ha età e che forse “comunica“ qualcosa, come tutte le realizzazioni artistiche, adoperando un linguaggio collettivo. Questi gioielli possono tranquillamente coesistere con quelli realizzati in un lontano passato, ma possiamo osservali e ammirarli anche ai nostri giorni.

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